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"Una
Vespa per l'America
Il nostro lettore
Ilario Lavarra ci ha inviato questa notizia che volentieri
pubblichiamo: un progetto, all'apparenza molto semplice
ma sicuramente molto impegnativo: girare le tre Americhe!
Partire da New York, puntare all'apice dell'Alaska, scendere
in California, girare l'Arizona, poi giù nel Messico,
per il Centro America... quindi Colombia, Ecuador, Perù,
Bolivia, Cile, Capo Horn e risalire per l'Argentina, Uruguay,
Paraguay, Brasile, Guyane e Venezuela... poi ancora Centro
America e costa ovest degli USA.
Ilario ha messo in conto un tempo di ben due anni, perché
vuole vedere senza fretta e per godersi il viaggio che da
solo vale una vita.
Lo scooter è la mamma di tutti gli scooter, un Vespone,
con 40 anni sulle spalle, ma l'estate scorsa è stato
rifatto il motore.
Non è il primo lungo viaggio che Ilario ha intrapreso.
Da quando aveva 21 anni ha viaggiato il più possibile:
nel 2003 il giro dell'Italia partendo da Milano e arrivando
in Sicilia, l'anno dopo Corsica e Sardegna, poi Capo Nord,
Spagna Grecia e Turchia (fino quasi Iran e Iraq, viaggio
cui fa riferimento la foto).
Ora è arrivato il momento di intraprendere il Viaggio,
quello che si cova da anni, che non si sa mai se si ha abbastanza
coraggio e determinazione per farlo. Ha deciso di provarci,
non ha tanto da perdere, e sicuramente perderebbe molto
di più a non intraprenderlo nemmeno.
Sarà un viaggio in solitaria, libero da tutto, inclusi
sponsor. Deve essere affar suo, ci dice.
Ilario terrà un blog (www.vespanda.com), tanto per
trasmettere emozioni a chi gli piacerebbe fare un'esperienza
del genere e non può."

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da Radiobruno
- Maggio 2010
La meglio
gioventù
28 anni, una Vespa
e un sogno nel cassetto: girare il mondo.
Il giovane avventuriero si chiama Ilario Lavarra, modenese
d'adozione, dopo essersi laureato nel 2006, per quattro
anni ha messo da parte i soldi guadagnati lavorando come
impiegato dell'ufficio vendite di una fonderia cittadina
per poter realizzare il suo desiderio di viaggiare per il
mondo a 70 km/h con la sua amata Vespa, modello Sprint 1970.
“Un viaggio come quello che mi accingo a compiere”,
spiega Ilario, “va progettato negli anni, deve essere
proprio un sogno coltivato da sempre, perchè la complessità
dell'organizzazione potrebbe far desistere”. E in
effetti i propositi di Ilario sono davvero impegnativi:
percorrere le tre Americhe, in solitaria. Naturalmente in
Vespa. Un tour di 70-80.000 km, iniziato proprio in questi
giorni, per un tempo stimato on the road di 2 anni, per
attraversare l'intero continente da nord a sud, con un budget
di 30.000 euro, all'incirca 50euro da spendere, al giorno.
Come mai ha scelto proprio il continente americano? “A
parte il grande fascino che l'America da sempre esercita
su di me, soprattutto l'America meridionale, in sella alla
Vespa ho già percorso buona parte dell'Europa, da
Capo Nord, alla Turchia e alla Grecia. Non mi sento ancora
pronto per affrontare un continente, a mio avviso, difficile
come quello africano e l'Oceania è davvero dispendiosa
in termini economici. Anche l'Asia mi piace molto. Chissà,
magari in futuro riuscirò a organizzare anche quel
tour!”. Ma come ci si prepara ad un viaggio così
particolare? “Bè, innanzitutto documentandosi,
ho letto guide turistiche su ogni Stato che attraverserò,
per capire quali sono le bellezze da vedere assolutamente
e in quali eventuali pericoli posso incorrere. Ho preparato
anche un piccolo vademecum delle cose da fare prima di partire,
devo comprare ora tutto ciò che potrà servirmi
per i prossimi due anni, vestiti e farmaci compresi.”
Ma quello che sicuramente non potrà mancare nei bagagli
sono i libri, un piccolo computer portatile, in modo da
poter dare sempre notizie di sé e un lettore mp3:
“Attraversare il deserto a 70km/h, da solo, può
essere anche noioso.. la musica è un'ottima compagnia!”
Quali saranno le tappe del tour? “Arrivato in nave
a New York, mi muoverò a nord verso le cascate del
Niagara, da lì passerò in Canada e attraversandolo
arriverò in Alaska. L'obbiettivo è quello
di toccare il punto all'estremo nord per poi tornare a sud,
rientrare negli States, visitare Seattle, la California,
percorrere le zone più interne come la Death Valley,
più o meno intorno ad agosto e l'Arizona. Successivamente
conto di scendere in America centrale, quindi Messico, Panama,
e poi..Colombia, Ecuador, Cile, intorno ai mesi di novembre
e dicembre, Capo Horn e la Terra del Fuoco e risalire per
Argentina, il Brasile, Venezuela... e ancora Centro America
e costa ovest degli USA per tornare a New York e concedermi
un po' di tempo nella Grande Mela.” Questo a grandi
linee, il percorso; sono possibili però deviazioni,
come ad esempio Cuba e il Polo Sud. Ilario resta imperturbabile
anche quando gli si fa notare che nella Death Valley in
agosto ci sono circa 50° e che le Ande a dicembre possono
essere decisamente impervie: “Il viaggio non è
organizzato nel dettaglio, quindi le tappe possono variare,
diciamo che lascio molto spazio all'improvvisazione. Certo,
affrontare delle strade a 4/5mila metri di altitudine o
il deserto in estate non sarà facile, ma saprò
trovare il modo di superare comunque le difficoltà”.
Come ogni Easy Rider che si rispetti anche Ilario non si
perde d'animo e anche quello che può sembrare uno
svantaggio, come la solitudine, si presenta in realtà
come una forza: “Sono abituato a viaggiare da solo,
è difficile trovare altri “pazzi” con
cui condividere un'esperienza così estrema. E poi
viaggiare da soli è bello, sei costretto a conoscere
altra gente, ma soprattutto a conoscere te stesso, vivi
in modo intenso ogni situazione, ogni emozione e ogni sentimento,
nel bene o nel male. Non sarà sempre facile, ci saranno
momenti di malinconia e nostalgia di casa, ma li supererò”.
Per tutti noi invece che non possiamo mollare tutto e partire,
non resta che sognare e seguire Ilario attraverso il suo
blog www.vespanda.com, per condividere nei suoi racconti
i suoi stati d'animo e magari farlo sentire meno solo, se
sarà necessario.
Intanto però, lo spirito di Ilario, da condividere:
“Giorgio Bettinelli è un signore che in Vespa,
negli anni '90, girò tutto il mondo. Per me è
stata una grande ispirazione, tutto si può fare,
anche con una Vespa, che se a guardarla non sembra poter
andare lontano, ma io la vedo così, se c'è
la volontà, si può arrivare dove si vuole”.
Giuliana Vezzali
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da Motociclismo
- Giugno 2010
Il giro che ti
cambia la vita
Alla scoperta di nuove culture
Tris di Americhe in Vespa
Lo scorso 8 maggio
un appassionato vespista di 27 anni, Ilario Lavarra, è
partito da New York per il giro delle Americhe con la sua
Sprint Veloce del '70. L'intenzione è di arrivare
all'estremo nord dell'Alaska per poi scendere fino in California,
Nevada, Messico, Centro America, Colombia, Ecuador, Perù,
Cile, Terra del Fuoco e risalire per l'Argentina, Brasile,
Venezuela, Centro America di nuovo (facendo una scappata
magari anche a Cuba). Tempo previsto due anni circa, per
un totale di 70.000 Km. A parte qualche visto indispensabile,
molto sarà lasciato all'improvvisazione e, caso raro,
nessuno sponsor. Per quanto riguarda l'equipaggiamento il
nostro globetrotter confessa che non sarà molto tecnico:
"Vestiario informale (biancheria intima, 3 jeans, 2
pantaloncini corti, 5 magliette, 3 polo, 2 felpe e giacca-pimino
poco tecnica ma abbastanza isolante dal freddo e una giacca
leggera della Tucano Urbano, un po' di tecnologia (notebook,
lettore Mp3, cellulare, fotocamera digitale) e kit da campeggio
(tenda, sacco a pelo, saccolenzuolo, materassino). Nel complesso
uno zainone grosso + uno zaino piccolo, una tanica da 10Lt
sulla pedana e una da 6Lt nella "sacca" laterale
della Vespa. Infine, per quanto riguarda i ricambi, oltre
agli attrezzi: alcuni paraolii da banco, qualche cuscinetto,
due kit dischi frizione, alcuni cavi del cambio/frizione,
un paio di ganasce di riserva e di lampadine di scorta,
due copertoni e altrettante camere d'aria. Se dovessi partire
per due settimane in giro per l'Italia non credo cambierebbe
molto (forse eviterei i 5 Kg di guide, quello sì)."
Chi volesse seguire questa avventura può visitare
il sito www.vespanda.com, nel quale è già
presente anche un blog.

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da Il Resto del
Carlino - 3 giugno 2010
"L'America
in sella alla Vespa
Coast to coast ai 70 all'ora
Il personaggio:
Ilario Lavarra e il suo viaggio oltreoceano"
di Davide Miserendino


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dal blog 100casa
- 17 luglio 2010
"Fuggire
in Vespa: due anni sabbatici a bordo di uno scooter"
scritto da Carlo Cazzaniga
link al blog: www.100casa.it
testo del post:
"Oggi non vi parliamo di come fare la spesa, nè
tantomeno di come considerare il calcolo dell'Ici. Oggi è
sabato, e per noi corrisponde ad una di quelle giornate in
cui, se il tempo è bello, e le temperature sono elevate,
fuggire su di una due ruote è cosa che può riconciliare
con il mondo. Ma si può vivere senza una dimora fissa
per lungo tempo, e poi, potrà una Vespa sostituire
le nostre quattro mura? E' quello che ci è venuto in
mente, sentendo a radio24 la descrizione del viaggio di Ilario:
Girare le Tre Americhe.
Partire da New York, puntare all'apice dell'Alaska, scendere
in California, girarsi l'Arizona, poi giù nel Messico,
per il Centro America... quindi Colombia, Ecuador, Peru,
Bolivia, Cile, Capo Horn e risalire per Argentina, Uruguay,
Paraguay, Brasile, Guyane e Venezuela... poi ancora Centro
America e costa ovest degli USA. Non vogliamo invitarvi
ad abbandonare affari e famiglia, ma solo sognare quanto
sarebbe bello poterlo fare. Tempo stimato un anno e mezzo
- due. Un tempo sufficiente per essere dati per dispersi
e dimenticare angosce ed incombenze. Complice del viaggio:
una Vespa. Senza sponsor, senza telecamere, e molto probabilmente
solamente due cambi d'abito.
I vostri movimenti del resto, saranno cadenzati con le stagioni
e quando farà freddo, baratterete il vostro giubbino
di jeans, con una giacca più pesante. Lontani dalle
scuole di pensiero, secondo le quali vedrebbero impegnata
più una custom che uno scooter di italica manifattura,
questo viaggio evoca profumi di ricinato e miscele home
made, fori nei filtri aria, e cilindri del 9 al posto degli
originali. Settantamila chilometri dove si può mettere
a preventivo un cambio della vostra mentalità, e
forse anche qualche sosta più lunga del previsto.
Anche Ulisse, non tardò il suo rientro solamente
per colpa degli dei!
E così, mentre noi siamo chini su di una tastiera,
qualcuno stà già partendo. La sua vespa è
già là che aspetta: è stata trasportata
in nave un mese fa circa, per giustificati motivi economici.
Pur col motore rifatto, la scocca è del "70,
così come tutto il resto: dalla semplicità
degli equipaggiamenti alle aspettative. Resisterà
sul sellino tutto questo tempo? Non lo sappiamo, di sicuro
ce lo farà sapere attraverso il suo blog.
Quanta sana invidia, c'è nel nostro animo nell'augurargli
buon viaggio!"
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da SuperWHEELS -
Ottobre 2010
Il viaggio
della vita
Quarant'anni e non sentirli
Ilario Lavarra non
sta compiendo un'impresa memorabile, ma sta facendo una
cosa speciale: il viaggio della sua vita. Sono in programma
70.000 chilometri, da percorrere in due anni per le Americhe
in sella alla sua piccola Vespa del '70. Ogni mese ci invia
un piccolo resoconto del suo sogno.
Sono a San Francisco.
Vi scrivo dal chilometro 20.235 di questo mio lungo viaggio
nel Continente americano. Oggi c'è una svolta importante:
inizio la discesa verso sud! Fino qui ho raggiunto l'Alaska,
ho riattraversato tutto il Canada con i suoi interminabili
boschi (e i suoi numerosissimi orsi...), ho conosciuto gente
fantastica e visto città meravigliose e luoghi stupendi:
Vancouver, l'isola di Vancouver, Portland, i parchi dello
Yosemite e il Sequoia Park, la mitica Statale 1 arroccata
sulla scogliera in cui si infrangono le onde del nebbioso
e arrabbiatissimo Pacifico. Infine i famosi saliscendi di
San Francisco... Posti da sogno, lontani anche dalla più
fervida immaginazione, davvero molto diversi da quello che
siamo abituati a vedere in Europa. Ora, per tre settimane,
resterò qui a San Francisco, città dai mille
volti e dal fascino impareggiabile. Quello dei quartieri
cinesi, italiani, per gli omosessuali, la città delle
zone di mare, di collina, i luoghi della finanza... Insomma
un luogo di un'ecletticità unica, e per questo affascinante.
E come di consueto, grazie alla mia Vespa, che attira sempre
l'attenzione di tutti, ho fatto amicizia con moltissime
persone con cui ho potuto vivere qeusta città e godermela
completamente, fino in fondo. Poi riprenderò a sommergermi
di strade e a spassarmela su e giù per questo fantastico
Mondo che chiede solo di essere visto e amato! Ecco i programmi
dei miei prossimi giorni. A fine agosto passerò una
settimana al Burning Man Festival, un raduno in mezzo al
deserto del Nevada che raccoglie le persone più strane
e bizzarre da tutto il Continente. Poi il faro della mia
Vespina si orienterà verso gli spazi sconfinati della
Death Valley, dove temo che avrò davvero caldo...,
poi verso gli scenari fantastici della Monument Valley e
infine punterà verso il Messico. Ho una voglia incredibile
di scoprire i Paesi del Centro e Sud America, ma ora è
bene che me ne stia calmino qui in California, in attesa
che arrivi la bella stagione anche più a Sud. E'
bene essere un po' cauti, perchè gli anni si fanno
sentire: il 6 agosto, la mia minicorazzata ha compiuto il
suo quarantesimo compleanno...
Tanti auguri fedele compagna di viaggi!
Ilario



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da Repubblica.it
- giovedì 4 novembre 2010
Ilario, una
Vespa e l'Alaska
di Giulia Belardelli
L'idea di
un 28enne italiano, partito l'8 maggio da New York con la
sua "Corazzata", una 150 SV degli anni '70. Centomila
chilometri attraverso le Americhe. Ora è nel Guatemala.
"Perché questo è il vero viaggiare"
Le stime iniziali
erano di 70 mila chilometri, ma già ora Ilario si
sta allargando e va per cifre tonde: 100 mila. Centomila
chilometri da percorrere con lei, la sua Vespa, compagna
di una vita. Modello Sprint Veloce (si fa per dire, ovvio)
del 1970, un Vespone verde con tocchi di bianco e di rosso,
tanto per non passare inosservati. La povera Corazzata (alias
Amerigo Vespuccia) è carica come un mulo - tra zaino,
kit da campeggio e qualche strumento essenziale per provvedere
a se stessa - ma finora sta facendo più che bene
il suo lavoro, malgrado qualcuno l'additi come "that
thing", "quel coso".
Il progetto di Ilario
Lavarra, globetrotter ventottenne, è il giro in sella
delle tre Americhe: da New York all'Alaska, passando per
il Canada, poi giù lungo la costa ovest degli Stati
Uniti fino alla frontiera con il Messico. Da qui Panama,
El Salvador, Nicaragua. E ancora Colombia, Ecuador, Perù,
Bolivia, Cile, Capo Horn e risalire lungo Argentina, Uruguay,
Paraguay, Brasile, Guyana francese e Venezuela. Ripartenza
da New York, così da chiudere il cerchio. Per ora
Ilario, che è partito l'8 maggio, è ancora
a meno di metà percorso: girati gli USA, attraversato
il Canada e raggiunta l'Alaska, si trova in Centro America,
dove sta puntando la sua Corazzata verso il profondo Sud.
"Il mio non è un sogno impossibile", racconta
a Repubblica.it da un caffè di Antigua Guatemala.
Ecco come lo sta realizzando e qualche chicca dal viaggio:
invidiosi, non leggete oltre.
"Ho capito che
dovevo farlo durante un viaggio in Turchia", ricorda
Ilario. "Ero arrivato in Cappadocia, sempre con Corazzata
e sempre in solitaria. Ho provato delle emozioni molto profonde
e mi sono reso conto che era arrivato il momento di darmi
da fare per avverare ciò che sognavo ormai da anni:
girarmi le Americhe". Detto fatto: dopo la laurea in
Economia, Ilario ha passato i successivi quattro anni a
lavorare e risparmiare il più possibile. "Ho
lavorato per quattro anni nell'ufficio vendite di una fonderia
di Modena. Ho ridotto al minimo le spese, eliminando tutto
ciò che mi sembrava superfluo. In questo modo sono
riuscito a mettere da parte più di 30 mila euro:
il budget che avevo fissato per la partenza".
Trentamila euro su
un viaggio di un anno e mezzo/due significa una spesa quotidiana
di 40/50 euro massimo. "Un'impresa quasi impossibile
in un paese come gli Stati Uniti", confessa Ilario.
"Tra benzina, cibo, pernottamenti e spese per visite
a parchi e musei, mi sono accorto che stavo uscendo dal
budget. Anche dormire in un ostello o in un campeggio privato
voleva dire spendere sui 30 dollari a notte. Così
ben presto ho iniziato a dormire dove capitava: buttavo
la tenda nei boschi, nei parchi, nei giardini delle scuole".
Ora che ha raggiunto il Centro America, però, è
tutta un'altra storia: "La benzina costa meno e per
pranzare e cenare riesco a stare sotto i dieci euro al giorno.
Stessa cosa vale per ostelli e alberghetti: va detto che
non sono un tipo dalle grandi pretese!". D'altronde,
l'opzione di partire con più "sicurezze"
Ilario l'ha avuta, ma ha deciso di rifiutarla. "Giuro
che non ho nessuno sponsor", tiene a precisare. "Ho
preferito non avere costrizioni mentali di nessun genere.
Volevo che questo viaggio fosse solo mio, un'avventura dettata
dalla passione e dalla necessità di scoprire, stupirmi,
imparare". Per questo nel suo blog, Vespanda.com, il
diario da cui racconta passo passo i suoi spostamenti, alla
voce "sponsor" c'è solo una scritta, sprezzante
e provocatoria: "Libero da tutto. Free of all".
Tra i posti che,
finora, lo hanno ispirato di più c'è senz'altro
l'Alaska. Anche perché qui ha assistito all'avventura
più importante: quella di un uomo contro la morte.
"E' stato il momento più intenso del mio viaggio",
ricorda Ilario. "Dovevo incontrare Italo Barazzuti,
famoso globetrotter italiano che con la sua moto ha girato
mezzo mondo. Il caso ha voluto che lo conoscessi ad Anchorage,
in una stanza d'ospedale". Era 10 giugno, infatti,
quando il "navigatore di Terra" (come lo chiamano
fan e amici) è stato trovato in fin di vita sul ciglio
della Highway 2, in direzione Fairbanks. Aveva raggiunto
la sua meta - Prudhoe Bay e Dead Horse, il punto più
a nord del continente americano - quando ha avuto l'incidente.
"E' stato in coma farmacologico per dieci giorni",
racconta Ilario. "Si è svegliato quando ero
lì, abbiamo rivisto la luce insieme. Ho fatto da
tramite tra lui e la sua famiglia in Italia: emozione allo
stato puro".
Anche per Ilario
e la sua Vespa l'Alaska è stata estrema. "Già
prima di partire mi ero messo in testa che dovevo arrivare
fin lì, a Dead Horse. Corazzata doveva essere la
prima Vespa (forse il primo scooter) a toccare la punta
degli USA. E' stata un'esperienza incredibile, fuori dal
mondo, difficile e unica... Ho raggiunto il Mar Artico dopo
oltre 600 chilometri di duro sterrato, in mezzo alla tundra
e ai karibou, con attorno nient'altro". Corazzata -
lo ammette - ha subito qualche colpo, ma con un po' di lavoro
è tornata come nuova (quarant'anni a parte, ovvio).
Fatto sta che i due hanno proseguito la discesa lungo la
Best Coast, con deviazioni in Utah, Arizona e Nevada per
ammirare la zona dei canyon.
Le disavventure,
ovviamente, non sono mancate, come quando si è rotto
un ammortizzatore vicino al Grand Canyon. Ma suoi vantaggi
di viaggiare in Vespa Ilario non ha dubbi. "Mi definisco
viaggiatore e vespista: per me le due cose vanno di pari
passo, non posso fare l'una senza l'altra. Se vogliamo,
viaggiare su una Vespa ha qualcosa di filosofico: la sua
non-velocità ti permette di guardarti intorno, di
intrufolare lo sguardo in spezzoni di vita altrui, di annusare
gli odori, i profumi... Ti bagni con la pioggia e ti sciogli
sotto il sole: a 70 chilometri orari non puoi scappare da
nessuna intemperia. E pensi, pensi, hai tanto tempo per
pensare".
Progetti per il futuro?
Per ora Ilario non ne ha idea. Anzi, ci scherza su. "Ho
ancora tutto il Sudamerica da girare, non mi sembra poco!
Non è da me fare progetti sulla lunga distanza. La
vita è così bella e piena di cose inaspettate:
che senso avrebbe rovinarmi la sorpresa?". Poi, però,
non resiste e la butta lì: "Qui lo dico e qui
lo nego: mi piacerebbe un giorno visitare l'Asia. Certo
che con Corazzata. Con chi sennò?".



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Articolo
"Dall'Alaska all'Argentina su una Vespa!" presente
sul portale Ufficiale "Vespa.it" : clicca qui
per visualizzarlo
| Ilario Lavarra, partito il 21 maggio 2010, sta viaggiando
intorno all’America sulla sua Vespa Sprint Veloce del
’70! Sei curioso di sapere quali mete raggiunge e a
quali incredibili avventure sta andando incontro? New
York, Canada, Alaska, California, Arizona, Mexico, all
Central America, Colombia, Ecuador, Peru, Bolivia, Chile,
Capo Horn, Argentina, Uruguay, Paraguay, Brazil, Guyane,
Venezuela e ancora America Centrale e la costa Ovest
USA. Segui questo sorprendente viaggio nel blog d’Ilario
www.vespanda.com e sul canale facebook di Vespa Official
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